Divario tra economia reale e finanza

Oggi nel mondo esiste una netta distinzione tra economia reale ed economia finanziaria. Una netta differenza tra merci, immobili, terreni, fabbriche, (economia reale) e liquidità, titoli, finanziamenti, derivati (finanza). Le imprese produttive dell’ economia reale cercano risorse per i propri investimenti in immobilizzazioni, in risorse tecnologiche ed umane. Gli investitori ricercano opportunità di rendimenti. Il denaro entra nel circuito dell’economia reale come investimento per le attività e per la produzione per poi ritornare al sistema finanziario sotto forma di investimento (i guadagni ottenuti dall’economia reale) e di restituzione prestiti, interessi e spese.

rendimento dal 2009 principali indicatori

Mercato finanziario

Il mercato finanziario, idealmente, supporta entrambi. Consente, infatti, all’ economia reale il supporto nella creazione di valore e di innovazione ed alla finanza il rendimento del capitale investito. Nonostante tale correlazione di base, oggi il divario tra economia reale e finanza si sta allargando. Un primo motivo è la tempistica. Mentre i dati economici si riferiscono a misurazioni concrete avvenute e passate , la finanza invece guarda al futuro. Si acquistano dei titoli scommettendo sulla loro rivalutazione. Proprio il prendere posizione su eventi futuri probabili, ma non certi, è all’origine del divario. Infatti spesso si creano eccessive aspettative rispetto a quello che concretamente si realizzano. Aspettative spesso perfino eccessive in relazione ai fondamentali:  situazioni che portano alla formazione di bolle speculative.

QE – Quantitative easing

Un secondo motivo della distinzione tra economia reale e finanza è negli ultimi anni nell’ operato delle principali banche centrali. I vari quantitive easing nel mondo hanno influenzato decisivamente l’ andamento dei mercati. La ricchezza artificiale che si è venuta a generare ha condizionato i vari mercati accomunati tutti in trend unidirezionali rialzisti. A più di 10 anni dalla crisi finanziaria la valutazione degli assets  finanziari è nettamente maggiore di quello dell’economia reale.  Si noti nel grafico in alto la voce salari ed inflazione (wage, cpi). Tale  divergenza è dovuta all’ attuazione di politiche monetarie (QE) senza precedenti. Tale politiche hanno avuto pesanti effetti distorsivi sulla volatilità e propensione al rischio degli investitori.

Tassi artificialmente bassi + alte valutazioni degli asset + revisione al ribasso degli utili aziendali (pre-Coronavirus) + crescita indebitamento paesi= ALLARME. indice shiller cape ratio

Shiller P/E e Warren Buffett indicator

Il rapporto tra prezzo ed utile per azione (price/earning) indica quanto un investitore è disposto a pagare per ottenere una unità di utile di quella società. warren buffet bubble indicator

L’ indicatore CAPE, Cyclically Adjusted P/E (conosciuto come Shiller P/E) valuta su un orizzonte temporale lungo i mercati azionari. Tale indicatore rielabora il rapporto tra prezzo e media decennale degli utili corretti per l’inflazione.

Un rapporto maggiore rispetto alla media storica indica una sopravvalutazione del mercato, un rapporto minore invece segnala una sottovalutazione. L’indice di Shiller P/E, mostra al 26/02 come l’ indice S&P500 scambi 29,71 volte la media a 10 anni del price /earnings a 12 mesi contro una media storica di 16,70. Livello superiore alla crisi del 1929 ed a quella degli anni ’80 ed a quella del 2007.

Un altro indice utilizzato per determinare se un mercato sia sopravvalutato o sottovalutato è il cosiddetto Buffett indicator. E’ il rapporto dell’ index Wilshire5000 (tutte le società quotate ) e il PIL (GDP) del mercato USA.

Il valore storico medio negli Stati Uniti è stato intorno al 80% .  Il minimo del 35% nel 1982 ed un massimo parziale del 148% per la bolla dotcom 2000.

Al 26/02/2020 il valore del Buffet Indicator è pari al+156,7% suggerendo, come il CAPE, molta, davvero molta cautela riguardo alle prospettive future del mercato finanziario.

warren buffet bubble indicator tabella

Bisogna riflettere e tornare a pensare al ruolo di sostegno che la finanza deve avere per l’ economia reale. Una finanza meno speculativa e più costruttiva. Un economia reale coinvolta in quei cambiamenti strutturali macro e socio – economici, più rispettosa dell’ ambiente.

Corona virus

Il ritardo da parte dell’ occidente di comprendere la forza epidemica del corona virus (covid-19) è il motivo principale della correzione dei mercati di questi giorni. Il coronavirus rischia di essere lo spillo che fa scoppiare le diverse bolle create dal “denaro facile” iniettato dalle banche centrali.

Diverse bolle come ho già scritto:

  • Il paradosso di questo secolo di migliaia di miliardi di obbligazioni a tasso negativo. “Dover pagare per prestare soldi ad un emittente” .
  • il debito dei paesi
  • high yield e leveraged loans
  • auto e student loans

Sembra quasi scontato un forte impatto nel breve periodo sugli utili delle aziende. Dal settore del turismo, dei servizi, dei consumi, al PIL. Di sicuro per qualche mese arriveranno, purtroppo, non buone notizie.

Fondamentale sarà:

  • l’ efficacia delle misure anti-contagio prese da tutti i paesi
  • Un vaccino per il covid-19

 

I contenuti del presente articolo hanno valore di opinione. Hanno scopo puramente informativo. Non rappresentano in alcun modo un’offerta di vendita. Né di sollecitazione all’ investimento. Né di sollecitazione al pubblico risparmio. 

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