I sette peccati capitali dell’ economia italiana – di Carlo Cottarelli

Nel suggestivo quadro di San Francesco in Assisi, Carlo Cottarelli ha parlato dei “Sette peccati capitali dell’ economia italiana”. Quanto mai appropriato il luogo per discutere sul suo ultimo libro edito da Feltrinelli.carlo cottarelli cortile di francesco
Da sempre le chiese francescane sono state spazi per incontri e per richiamare il mondo degli uomini di “buona volontà”. Dal 2012 il Sacro Convento di Assisi organizza il Cortile di Francesco, un evento culturale di portata internazionale. Nella più genuina tradizione francescana, il Cortile di Francesco è luogo d’incontro e confronto sui grandi temi e le sfide che interessano la società moderna.
I sette peccati capitali, sono stati per la prima volta indicati nel lontano 300 dc. dal monaco Evagrio Pontico. Tali vizi che minano lo spirito e le virtù dell’ uomo, sono alle basi per tutti gli altri peccati.

Correggere i nostri errori e smettere di peccare e’ ancora possibile.

Sapientemente l’ autore nel libro spiega quali siano invece i 7 peccati capitali in ambito economico per l’ Italia.
La crisi economico-finanziaria degli ultimi 10 anni ha messo in evidenza i punti deboli delle economie dei principali paesi. Per l’ Italia la diagnosi si concentra sia su dei vizi storici che sul ritardo delle mancate riforme strutturali.
Mentre altri paesi hanno recuperato nei vari indicatori economici, l’ Italia è rimasta assolutamente indietro.

Evasione Fiscale ,  Corruzione , Burocrazia, Giustizia lenta, Crollo demografico, Nord-Sud, Euro.

Come ostacoli per la crescita Carlo Cottarelli individua sette peccati capitali : l’evasione fiscale, la corruzione, la burocrazia, la lentezza della giustizia, il crollo demografico, il divario tra Nord e Sud, la difficoltà a convivere con l’euro.
A ciascuno di essi l’ autore dedica un capitolo, con precise analisi e riflessioni. Vengono analizzate le ragioni storiche , contemporanee e le caratteristiche di ogni singolo peccato. Sono suggerite delle terapie adeguate e praticabili sul piano socio-economico per sanare le disfunzioni prodotte.
Sono i fattori culturali, spesso minimizzati dagli economisti, ad impedire la nostra ripresa. E’ necessario rafforzare il capitale sociale e culturale attraverso l’educazione dei nostri giovani. Non c’è più tempo, dice Cottarelli. Prima che si verifichi un nuovo possibile crisi o shock internazionale l’ Italia deve agire subito con le riforme. Correggere i nostri errori e smettere di peccare è ancora possibile.

Carlo Cottarelli

Il Prof. Carlo Cottarelli, nato a Cremona si è laureato in Scienze economiche e bancarie presso l’Università di Siena. Ha conseguito un master in Economia alla London School of Economics.  Ha lavorato nel Servizio Studi della Banca di Italia (1981-1987), Dipartimento monetario e settore finanziario, e dell’ ENI (1987-1988). Nella sua carriera ha lavorato per il Fondo Monetario Internazionale, a Washington DC, dove è rimasto fino al 2013. In quell’ anno fu nominato commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica “spending review”. Nel corso degli anni si è occupato di economia per differenti dipartimenti del FMI. Inoltre è stato responsabile per lo sviluppo e la pubblicazione di Fiscal Monitor, una delle tre riviste del FMI. Ha scritto diversi saggi sulle politiche e istituzioni fiscali e monetarie, sull’ inflazione e tassi di conversione. Attualmente, oltre ad essere Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani (Univ. Cattolica di Milano) è visiting professor alla Bocconi.

 

 

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