Petrolio Greggio : regressione lineare

L’ analisi Tecnica al 21/12/2020 del petrolio greggio WTI mostra importanti spunti di analisi.

Il suo grafico storico potrebbe essere diviso in due parti. La parte degli anni ’80-’90 dove il prezzo del petrolio è oscillato in un range laterale tra 10-37 $ per barile. La parte di forte volatilità post dicembre 2004 con il petrolio che rompe al rialzo la resistenza a  quota 40 $/b. Sempre in quest’ultima l’ apprezzamento e le oscillazioni sono molto violente. Si può notare il periodo del 2008 dove il contratto raggiunge il massimo di 145,3 $ (close 03/07/2008). Mentre in pochissimi mesi si passa dal massimo di 145,3 $ al minimo relativo del 12/02/2009 a 33, 97 $.

 

Petrolio : regressione lineare

L’ utilizzo delle regressioni lineari  ben evidenziano i 2 scenari principali.  La prima regressione (linea arancione ascendente) è calcolata dal minimo di gennaio 1999 ad oggi. Il valore ad oggi è di 77$ con andamento ascendente della linea. La seconda invece è calcolata dal minimo di febbraio 2009 ad oggi (trendline verde spessa discendente). Quest’ ultima mostra un andamento marcatamente discendente del petrolio degli ultimi 11 anni. Il valore di tale linea ad oggi è di 49$.

Supporti , resistenze e divergenze

L’ analisi delle divergenze tra grafico petrolio ed indicatori mostrano spunti interessanti. Sia con l’ indicatore MACD che con i Money flow index (MFI) , vediamo delle divergenze negative (semirette blu).

0

Petrolio e geopolitica

Il WTI -West Texas Intermediate, (anche chiamato Texas Light Sweet) è il petrolio greggio standard per il prezzo negli Stati Uniti ed america del nord. Nel quadro dei contratti a termine, la sua quotazione avviene al New York Mercantile Exchange (borsa principale delle materie prime mondiali). Nel mondo abbiamo altri due principali tipologie di petrolio greggio secondo la zona di produzione. Il petrolio europeo Brent del mare del Nord e quello del Dubai privilegiato dai paesi dell’ OPEC.

Il prezzo del petrolio dipende fondamentalmente da due fattori principali: produzione/estrazione e consumi/PIL.

Lo scenario odierno vede una forte produzione da parte dell’ Arabia Saudita e dalla Russia mentre i consumi si contraggono ogni giorno di più . La paura da Coronavirus ha sicuramente determinato indirettamente una forte contrazione del prezzo in tutto il mondo. All’ unisono le varie agenzie economiche ed il FMI ,  hanno diminuito al ribasso le previsioni del PIL dei vari paesi, fino a valori anche negativi:recessione.

La forte produzione dei paesi produttori, con alti livelli di stoccaggio (terra e navi) e dei costi relativi sono i motivi principali di tale corsi.

Shale OIL americano

Da tempo l’ Arabia Saudita e la Russia mirano a far diminuire le quote di mercato dello shale americano. Un prezzo del WTI sotto i 50 $/b per diversi mesi è critico per l’industria dello Shale oil USA. Il prezzo di pareggio (break even price) sul bilancio fiscale è di 41.80 $/b per la Russia. L’ Arabia Saudita ha un break even price più alto ad 82 $/b (fonte JODI). Mentre gli operatori shale non guadagnano a meno di 50 dollari al barile.  Dal 2015, 217  imprese di shale oil Nord-americani sono fallite per un importo complessivo di 121,7 miliardi di dollari di debito. Le società di shale oil sono sempre più a rischio. Enormente indebitate e con flussi di cassa negativi rischiano ulteriori fallimenti (fonte Haynes e Boone).

Finanza eco compatibile

La pressione sulla finanza globale per ritirarsi dai combustibili fossili è destinata a crescere.  L’ avversione ai rischi ambientali inizia ad avere un impatto significativo sui valori delle attività energetiche. Le grandi banche riducono gli investimenti sulle sabbie bituminose e petrolio artico (fonte Bank of America). La campagna ambientalista ‘Stop the Money Pipeline’ preme affinché si fermino i finanziamenti ai trivellatori di petrolio e gas.

 

 

I commenti sono chiusi.